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Quanto costa viaggiare con un’auto elettrica? Prezzi, ricariche e consumi

Ricaricare a casa può essere conveniente, ma durante una vacanza il costo dell’energia cambia. Due simulazioni, verso Ortisei e Gallipoli, mostrano quanto possono incidere colonnine pubbliche, autostrada e condizioni di viaggio. Un’auto elettrica può essere economica negli spostamenti quotidiani, soprattutto quando viene ricaricata a casa. Durante una vacanza, però, il conto può cambiare sensibilmente. La […]

Auto elettrica arancione collegata a una colonnina di ricarica rapida

Ricaricare a casa può essere conveniente, ma durante una vacanza il costo dell’energia cambia. Due simulazioni, verso Ortisei e Gallipoli, mostrano quanto possono incidere colonnine pubbliche, autostrada e condizioni di viaggio.

Un’auto elettrica può essere economica negli spostamenti quotidiani, soprattutto quando viene ricaricata a casa. Durante una vacanza, però, il conto può cambiare sensibilmente. La differenza non dipende soltanto dai consumi: conta soprattutto il prezzo dell’energia acquistata lungo il percorso. Chi parte con la batteria carica può sfruttare una tariffa domestica conveniente. Dopo alcune centinaia di chilometri, tuttavia, potrebbe dover utilizzare una colonnina rapida, pagando l’elettricità anche tre volte tanto. E se l’albergo o l’appartamento non dispone di un punto di ricarica, lo stesso problema si ripresenta al ritorno.

Quanto incide tutto questo sul costo di una vacanza? Per capirlo abbiamo scelto due destinazioni molto diverse: Ortisei, in Val Gardena, per un viaggio invernale sulle Dolomiti, e Gallipoli, nel Salento, per una vacanza estiva. In entrambi i casi, la partenza è da Roma.

Ricarica domestica e colonnine: quanto cambia il prezzo?

Il costo di un viaggio elettrico dipende da due fattori: quanta energia consuma l’automobile e quanto si paga per acquistarla.

A casa, il prezzo effettivo del kWh dipende dal contratto di fornitura. Alle colonnine pubbliche, invece, le tariffe possono variare in funzione dell’operatore, della potenza e delle condizioni commerciali applicate. Per comprendere l’ordine di grandezza, immaginiamo un’automobile che richieda 20 kWh di energia acquistata ogni 100 chilometri.

Con una tariffa domestica ipotetica di 0,25 €/kWh, percorrere 100 chilometri costerebbe 5 euro. Acquistando la stessa quantità di energia a una colonnina da 0,80 €/kWh, la spesa salirebbe a 16 euro.

Sono prezzi utilizzati per illustrare il confronto, non una media nazionale delle tariffe. Il costo domestico va ricavato dal proprio contratto, mentre quello pubblico deve essere controllato nell’app del servizio prima della ricarica.

Un riferimento utile è il tariffario ufficiale Enel X, che permette di verificare come cambino i prezzi fra reti e modalità di ricarica. La distinzione tra ricarica ordinaria e ultrarapida è importante, ma non basta da sola a determinare quanto si spenderà.

Roma–Ortisei: il costo di un viaggio invernale sulle Dolomiti

Ipotizziamo un viaggio per visitare i mercatini di Natale o per godersi una settimana bianca in Trentino-Alto Adige. Da Roma a Ortisei, in Val Gardena, si percorrono indicativamente 675 chilometri. Tra andata e ritorno, senza considerare gli spostamenti durante il soggiorno, il viaggio raggiunge circa 1.350 chilometri.

Panorama delle Dolomiti innevate all'alba, con un paese nella valle
Un panorama invernale delle Dolomiti, tra montagne innevate e vallate. Foto: Marek Piwnicki / Pexels

È un itinerario interessante per valutare l’elettrico in inverno. Gran parte del percorso si svolge in autostrada, mentre l’ultimo tratto conduce verso una località di montagna, dove le temperature possono raggiungere valori davvero molto bassi.

Il freddo può aumentare il consumo di energia, soprattutto per il riscaldamento dell’abitacolo e della batteria, così come la velocità autostradale incide sull’autonomia di quest’ultima.

Le differenze tra automobili, però, sono considerevoli. Nel test invernale ADAC del 2026, effettuato riproducendo un percorso autostradale a circa 0 °C, i consumi delle vetture esaminate sono risultati molto diversi tra loro. È una conferma del fatto che non esiste un consumo invernale valido per tutte le auto elettriche.

Per la nostra simulazione consideriamo un fabbisogno di 25 kWh acquistati ogni 100 chilometri, un valore indicativo che comprende convenzionalmente anche le perdite di ricarica.

La famiglia parte da Roma con la batteria caricata in ambito domestico, ma durante il viaggio e il soggiorno deve acquistare altra energia alle colonnine pubbliche. Non ipotizziamo, quindi, la possibilità di ricaricare gratuitamente o a prezzo agevolato nell’alloggio.

Roma–Gallipoli: quanto cambia durante una vacanza estiva?

Il secondo itinerario è un’ipotesi di viaggio tipicamente estivo verso una località di mare e, nel nostro caso, conduce da Roma a Gallipoli, nel Salento. Consideriamo una distanza indicativa di 610 chilometri, pari a circa 1.220 chilometri tra andata e ritorno.

Panorama del centro storico di Gallipoli visto dal mare.
Il centro storico di Gallipoli affacciato sul Mar Ionio. Foto: Vito Giaccari / Pexels.

Rispetto alla Val Gardena, cambiano il percorso e le condizioni climatiche. In estate non si presenta il problema del riscaldamento invernale, ma il climatizzatore e le velocità autostradali possono comunque incidere sui consumi.

Per questo viaggio ipotizziamo 21 kWh acquistati ogni 100 chilometri.

Anche in questo caso, ipotizziamo che la famiglia parta da Roma con la batteria caricata nel proprio box o garage condominiale e acquisti alle colonnine pubbliche l’energia necessaria per completare il viaggio.

La differenza più interessante rispetto alla destinazione montana non riguarda soltanto il minor chilometraggio. Cambia anche il fabbisogno energetico ipotizzato, con effetti sul costo complessivo.

Quanto si spende nei due viaggi? Il confronto

Per rendere confrontabili i risultati, utilizziamo un metodo unico.

Ipotizziamo che la famiglia parta da Roma dopo aver acquistato 60 kWh di energia attraverso il contatore domestico, al costo di 0,25 €/kWh. Questa quantità rappresenta l’energia pagata, non la capacità utilizzabile della batteria. Una parte dell’elettricità acquistata viene infatti dispersa durante la ricarica.

Per la simulazione attribuiamo i primi 60 kWh del fabbisogno complessivo alla tariffa domestica e la restante energia alle colonnine pubbliche considerando tre scenari di prezzo pubblico: 0,65, 0,80 e 0,95 €/kWh. I risultati sono indicativi e non descrivono una specifica automobile né una sequenza di soste effettivamente verificata.

Costo complessivo dell’energia per il viaggio di andata e ritorno, in base a tre ipotesi di tariffa delle ricariche pubbliche.

Roma–Ortisei, andata e ritorno (1.350 km)

  • Ricarica pubblica a 0,65 €/kWh: 195 €

  • Ricarica pubblica a 0,80 €/kWh: 237 €

  • Ricarica pubblica a 0,95 €/kWh: 279 €

Roma–Gallipoli, andata e ritorno (1.220 km)

  • Ricarica pubblica a 0,65 €/kWh: 143 €

  • Ricarica pubblica a 0,80 €/kWh: 172 €

  • Ricarica pubblica a 0,95 €/kWh: 201 €

Simulazioni economiche arrotondate all’euro. I consumi ipotizzati sono 25 kWh/100 km per Ortisei e 21 kWh/100 km per Gallipoli. Il calcolo attribuisce 60 kWh iniziali alla tariffa domestica di 0,25 €/kWh e la restante energia alle tariffe pubbliche indicate. Non comprende gli spostamenti durante la vacanza, eventuali deviazioni per la ricarica e i pedaggi.

Sul viaggio verso Ortisei, la differenza tra lo scenario pubblico più conveniente e quello più costoso raggiunge circa 84 euro. Su quello verso Gallipoli si avvicina ai 59 euro. Il dato mostra quanto possa incidere la scelta della rete di ricarica, anche senza cambiare automobile o destinazione.

Batteria e ricariche: perché il 20–80% conta durante un viaggio

Un altro elemento da considerare è la quantità di energia effettivamente utilizzata tra una sosta e l’altra.

Durante i viaggi lunghi, molti automobilisti scelgono di effettuare le ricariche rapide tra il 10–20% e il 70–80% della batteria, perché su numerosi modelli la potenza di ricarica diminuisce sensibilmente quando ci si avvicina al 100%.

Per esempio, una batteria da 60 kWh di capacità utilizzabile permette di recuperare teoricamente 36 kWh passando dal 20% all’80%. Con un consumo di 20 kWh/100 km, questa quantità corrisponderebbe a circa 180 chilometri di autonomia teorica. In autostrada, con consumi superiori, la distanza potrebbe ridursi.

Questo non significa che sia obbligatorio rispettare sempre tali percentuali: prima di un viaggio lungo si può partire anche con la batteria carica al 100%, seguendo le indicazioni del costruttore.

La distinzione è importante perché una batteria più capiente può influire sul numero e sulla durata delle soste. Il costo finale, invece, dipenderà dall’energia effettivamente acquistata e dalla tariffa applicata.

E rispetto a benzina, diesel e GPL?

Per un confronto orientativo, possiamo considerare tre automobili familiari con consumi ipotetici di 7 litri/100 km a benzina, 6 litri/100 km a diesel e 9 litri/100 km a GPL. La spesa dipenderà dai prezzi dei carburanti al momento del viaggio.

Utilizzando, a titolo esemplificativo, 2,02 €/litro per la benzina, 2,24 €/litro per il diesel e 0,76 €/litro per il GPL, i costi di andata e ritorno sarebbero:

Alimentazione   Roma–Ortisei A/R   Roma–Gallipoli A/R
Benzina 191 € 173 €
Diesel 181 € 164 €
GPL 92 € 83 €

Prezzi di riferimento arrotondati dalla rilevazione MIMIT del 20 ottobre 2026 per il Lazio, non necessariamente corrispondenti a quelli praticati lungo gli itinerari. I consumi sono ipotesi indicative, non risultati di prove su strada su modelli equivalenti. Per il GPL non è compreso l’eventuale consumo aggiuntivo di benzina.

Per verificare i prezzi aggiornati dei carburanti è possibile consultare le rilevazioni ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il confronto suggerisce un risultato importante: durante un lungo viaggio, l’elettrico non è automaticamente l’alimentazione più economica. Con ricariche pubbliche costose può superare la spesa di benzina e diesel, mentre con tariffe più convenienti può avvicinarsi o risultare vantaggioso in determinate condizioni.

Non significa, però, che l’elettrico sia meno conveniente nell’utilizzo complessivo: per stabilirlo bisogna considerare anche i chilometri percorsi durante il resto dell’anno, soprattutto quelli effettuati con ricarica domestica.

Il dettaglio che può cambiare la spesa: dove si ricarica prima di tornare

C’è un aspetto che merita attenzione quando si organizza una vacanza in auto elettrica: la possibilità di ricaricare a destinazione. All’andata si può partire con energia acquistata a casa, mentre al ritorno non è detto che si possa fare altrettanto. Se l’albergo o l’appartamento dispone di una colonnina, il prezzo applicato può diventare un elemento da considerare nella scelta della struttura.

Non è però sufficiente sapere che è disponibile una ricarica per auto elettriche: bisogna conoscere anche la tariffa, l’eventuale necessità di prenotazione e le modalità di accesso. Supponiamo, per esempio, di acquistare 50 kWh a destinazione. Pagandoli 0,35 €/kWh anziché 0,80 €/kWh, il risparmio sarebbe di 22,50 euro. Non è una cifra decisiva nel costo complessivo di una vacanza, ma può ridurre sensibilmente la spesa energetica del viaggio.

Lo stesso vale per le colonnine lungo il percorso. Una stazione meno cara può essere conveniente, purché il risparmio non venga annullato da deviazioni eccessive.

Auto elettrica in vacanza: il prezzo al chilometro non racconta tutto

Il costo dell’energia è importante, ma non esaurisce la valutazione di un viaggio.

Chi utilizza un’auto elettrica deve considerare anche il tempo necessario per le ricariche, la disponibilità delle stazioni e l’effettiva velocità con cui il veicolo recupera autonomia. Una colonnina da 300 kW, per esempio, non garantisce che l’automobile possa ricaricare a quella potenza.

Allo stesso modo, una batteria più grande non significa necessariamente consumi inferiori. Può consentire di percorrere più chilometri tra una sosta e l’altra, ma l’efficienza dipende anche dal peso, dall’aerodinamica e dalle caratteristiche del veicolo.

Per chi viaggia occasionalmente, questi aspetti possono essere gestibili con una buona pianificazione. Per chi percorre frequentemente lunghe distanze, invece, diventano parte integrante della scelta dell’automobile.

Quanto conviene davvero partire in elettrico?

Le simulazioni verso Ortisei e Gallipoli mostrano che il costo di un viaggio in auto elettrica può variare molto, anche a parità di destinazione.

La possibilità di partire con la batteria carica a casa rappresenta un vantaggio, ma durante i viaggi lunghi il prezzo delle ricariche pubbliche assume un peso crescente. In inverno possono incidere le temperature e il percorso montano; in estate, la climatizzazione e le velocità autostradali. In entrambi i casi, il modello di automobile e l’efficienza energetica fanno la differenza.

Il confronto con benzina, diesel e GPL conferma che non esiste una risposta valida per tutti. Un viaggio in elettrico può costare meno, quanto o più di uno con un’auto tradizionale, a seconda dei consumi e delle tariffe effettivamente pagate.

C’è però una distinzione fondamentale: il costo di una vacanza non coincide con il costo annuale di utilizzo dell’automobile.

Un veicolo elettrico potrebbe risultare particolarmente economico negli spostamenti quotidiani e meno conveniente durante alcune trasferte autostradali. Per stabilire quale alimentazione convenga davvero bisogna quindi considerare anche come vengono percorsi i chilometri durante il resto dell’anno.

È proprio questo il tema del nostro prossimo approfondimento, dedicato al confronto economico tra auto elettrica, benzina, diesel e GPL.

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