Dalle faggete dei Monti Cimini ai boschi di Manziana, dai Monti Simbruini fino a Forca d’Acero: sette destinazioni per scoprire i colori dell’autunno senza allontanarsi troppo dalla Capitale.
Con l’arrivo di ottobre il paesaggio del Lazio comincia lentamente a cambiare. Il verde intenso dell’estate lascia spazio alle tonalità dell’ocra, dell’arancio e del rosso, mentre boschi e faggete diventano la meta ideale per una giornata all’aria aperta o per un fine settimana lontano dalla città.
Per vedere il foliage vicino Roma, infatti, non è necessario programmare un viaggio sulle Alpi. Basta spostarsi verso alcuni dei rilievi che circondano la Capitale per trovare faggete, castagneti e boschi attraversati da sentieri, spesso a poca distanza da borghi dove fermarsi per completare la giornata.
Il momento esatto in cui i colori raggiungono la loro massima intensità cambia ogni anno e dipende dall’altitudine e dalle condizioni meteorologiche. In linea generale, però, ottobre e la prima parte di novembre rappresentano il periodo nel quale programmare queste escursioni, tenendo presente che nelle zone montane il cambiamento comincia prima rispetto alle quote più basse.
Abbiamo scelto sette luoghi del Lazio che permettono di vivere l’autunno in modi differenti: dalla semplice passeggiata nel bosco al trekking vero e proprio, fino alla gita che può essere abbinata alla visita di un borgo.
Faggeta del Monte Cimino: foliage tra i boschi della Tuscia
Tra le destinazioni da tenere in cima alla lista c’è il Monte Cimino, nel territorio della Tuscia viterbese. Qui il protagonista dell’autunno è il faggio e, quando le temperature cominciano a scendere, il bosco cambia progressivamente aspetto fino a creare una copertura di foglie nelle tonalità del giallo, del rame e del marrone.
La zona permette di associare la passeggiata nel bosco alla scoperta di Soriano nel Cimino, trasformando l’escursione in una giornata che alterna natura e visita del territorio. È proprio questa combinazione a renderla interessante anche per chi non cerca necessariamente un trekking impegnativo, ma vuole trascorrere qualche ora nel bosco e poi fermarsi in uno dei centri della Tuscia.
Il consiglio è di non inseguire una data precisa con settimane di anticipo: temperatura, pioggia e vento possono anticipare o abbreviare il momento migliore del foliage. Prima di partire conviene quindi controllare le condizioni del bosco e le previsioni meteorologiche.
Da abbinare alla gita: Soriano nel Cimino e, disponendo dell’intera giornata, uno dei borghi della Tuscia.
Bosco di Macchia Grande a Manziana: autunno a due passi dal Lago di Bracciano
Per chi parte da Roma, una delle alternative più semplici è il Bosco di Macchia Grande di Manziana, nel territorio del Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano.
È un luogo particolarmente adatto a chi vuole vivere il bosco senza organizzare un’escursione di montagna. Macchia Grande dispone infatti di una propria rete di sentieri segnalati e da qui è possibile raggiungere anche il Monumento Naturale della Caldara di Manziana attraverso il sentiero CAI 262B. Il percorso che collega il bosco alla Caldara è indicato dal Parco come facile e misura circa 5,5 chilometri.

In autunno il fascino di Macchia Grande deriva soprattutto dalla possibilità di camminare a lungo sotto la copertura degli alberi, con un paesaggio che cambia gradualmente con l’avanzare della stagione. È una meta che si presta bene anche alle famiglie: nel bosco vengono organizzate attività naturalistiche e percorsi di bassa difficoltà adatti anche ai bambini.
La posizione permette inoltre di ampliare facilmente la giornata: dalla Macchia Grande si può raggiungere la Caldara di Manziana oppure proseguire verso Bracciano e il lago, costruendo un itinerario che unisce bosco, natura e borghi.
Da abbinare alla gita: Caldara di Manziana, Bracciano e il suo lago.
Monte Gelato e Valle del Treja: autunno tra acqua e bosco
Il foliage non deve necessariamente significare alta montagna. Una gita completamente diversa può portare verso la Valle del Treja, dove il paesaggio autunnale si combina con corsi d’acqua, vegetazione e piccoli salti naturali.

Le Cascate di Monte Gelato sono uno dei luoghi più conosciuti dell’area e permettono di costruire una giornata in cui la passeggiata nel bosco diventa parte di un paesaggio più articolato. In autunno l’umidità, le foglie cadute e la luce più bassa trasformano l’atmosfera rispetto alle frequentate giornate estive.
È una destinazione da considerare soprattutto per chi cerca una gita fotografica o una passeggiata, più che un’esperienza esclusivamente dedicata alle grandi faggete.
Da abbinare alla gita: il borgo di Calcata, una delle escursioni classiche nei dintorni di Roma.
Monte Livata e Monti Simbruini: uno dei grandi spettacoli autunnali del Lazio
Se invece l’obiettivo è immergersi veramente in una grande faggeta, bisogna spostarsi verso il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini.
Il Parco indica circa 22.000 ettari di faggete, che durante l’autunno assumono tonalità dal giallo all’arancio fino al rosso e al marrone. È un ambiente decisamente più montano rispetto alle destinazioni precedenti, attraversato da una rete di oltre 450 chilometri di sentieri.
Monte Livata, facilmente associabile a Subiaco, rappresenta uno degli accessi più conosciuti a questo territorio. Da qui è possibile scegliere itinerari differenti in funzione del tempo disponibile e dell’abitudine a camminare. Alcuni percorsi entrano direttamente nelle faggete e raggiungono zone come Fondi di Jenne, offrendo un’esperienza decisamente più escursionistica.

In questo caso scarpe adeguate, abbigliamento a strati e controllo delle condizioni meteorologiche diventano particolarmente importanti: in autunno, soprattutto in quota, temperatura e visibilità possono cambiare rapidamente.
Da abbinare alla gita: Subiaco e i monasteri benedettini, oppure Jenne.
Pian della Faggeta: l’autunno sui Monti Lepini
A sud di Roma, un’altra alternativa interessante è Pian della Faggeta, sopra Carpineto Romano, nel cuore dei Monti Lepini.
Da qui partono escursioni verso alcune delle principali cime della zona, tra cui il Monte Semprevisa, che con i suoi 1.536 metri rappresenta la vetta più alta dei Lepini. Il Comune di Carpineto Romano indica proprio Pian della Faggeta come punto di partenza dell’itinerario più comune per raggiungerne la cima.
Non è necessario, però, affrontare necessariamente l’ascesa completa per godersi l’ambiente autunnale. Chi vuole semplicemente trascorrere qualche ora nella natura può concentrarsi sulla zona della faggeta, mentre gli escursionisti più allenati possono trasformare la giornata in un vero trekking.
Pian della Faggeta è quindi una meta adatta soprattutto a chi vuole affiancare ai colori dell’autunno una vera esperienza outdoor: si può scegliere una semplice passeggiata nella faggeta oppure proseguire lungo i sentieri dei Monti Lepini e trasformare la giornata in un’escursione più impegnativa.
Da abbinare alla gita: Carpineto Romano e i Monti Lepini.
Castelli Romani: foliage tra castagneti, laghi e borghi
Per trovare i colori dell’autunno senza allontanarsi molto dalla Capitale ci sono naturalmente anche i Castelli Romani.
Il territorio del Parco Regionale dei Castelli Romani è un mosaico di boschi, rilievi, vigneti, oliveti e conche lacustri intorno ai laghi di Albano e Nemi. Nei boschi sono presenti diverse specie caducifoglie e il castagno è oggi una delle essenze predominanti, caratteristica che rende particolarmente riconoscibile il paesaggio autunnale.
Una delle passeggiate più interessanti è quella verso Monte Cavo e il Maschio delle Faete. Lungo la Via Sacra si incontrano aceri, sorbi, noccioli e soprattutto castagni, mentre alle quote maggiori compaiono anche i faggi. Dal percorso si aprono inoltre vedute sui laghi Albano e di Nemi.
È la soluzione ideale per chi vuole combinare una passeggiata nel bosco con un pranzo o una visita in uno dei centri dei Castelli, senza trasformare necessariamente la giornata in un trekking impegnativo.
Da abbinare alla gita: Rocca di Papa, Nemi, Castel Gandolfo o uno degli altri borghi dei Castelli Romani.
Forca d’Acero: il foliage più selvaggio
Chi è disposto ad affrontare qualche chilometro in più può spingersi fino a Forca d’Acero, sul confine tra Lazio e Abruzzo, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Qui il protagonista assoluto è ancora una volta il faggio. Non a caso il Parco organizza escursioni espressamente dedicate al foliage: il percorso attraversa boschi e radure e incontra elementi tipici del paesaggio carsico, come doline e inghiottitoi.
È una destinazione diversa dalle precedenti perché richiede una giornata più lunga, ma restituisce anche una sensazione maggiormente appenninica e selvaggia. La strada stessa che raggiunge il valico attraversa un paesaggio che in autunno può diventare parte integrante dell’esperienza.
Per chi parte da Roma, più che una semplice passeggiata di poche ore può quindi diventare l’occasione per programmare un’intera giornata o un fine settimana tra Lazio meridionale e Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Da abbinare alla gita: Opi, Pescasseroli oppure un pernottamento nell’area del Parco.
Quando vedere il foliage vicino Roma
Non esiste una data valida per tutto il Lazio. Il cambiamento del colore delle foglie è legato alla diminuzione delle ore di luce e delle temperature e procede in maniera differente a seconda delle specie vegetali, dell’altitudine e delle condizioni meteorologiche.
Per questo motivo conviene considerare ottobre e l’inizio di novembre come una finestra, piuttosto che fissare un unico fine settimana come quello perfetto. Le località montane possono colorarsi prima, mentre nei boschi a quote inferiori il processo può proseguire più avanti nella stagione.
Prima di partire è sempre opportuno verificare meteo, condizioni dei sentieri ed eventuali comunicazioni degli enti parco. È una precauzione particolarmente importante dopo giornate di forte vento o pioggia.
Quale scegliere per una gita di un giorno?
La scelta dipende soprattutto dal tipo di giornata che si vuole trascorrere.
Per una passeggiata semplice nel bosco, Macchia Grande di Manziana è una delle soluzioni più immediate; per un paesaggio dominato dalle faggete si può puntare sul Monte Cimino o sui Monti Simbruini; per unire bosco e acqua c’è Monte Gelato, mentre i Castelli Romani permettono di associare foliage e borghi senza affrontare necessariamente una vera escursione di montagna.
Pian della Faggeta si presta invece maggiormente a chi vuole aggiungere una componente trekking, mentre Forca d’Acero merita il viaggio quando l’obiettivo è dedicare al foliage un’intera giornata.
Non esiste quindi una destinazione migliore in assoluto: tutto dipende dal tipo di giornata che si vuole organizzare. Nel Lazio si può passare da una breve passeggiata nei boschi a un vero trekking in montagna, oppure costruire un fine settimana abbinando sentieri, borghi e gastronomia locale. L’autunno offre uno dei momenti più interessanti per scoprire questi territori con un ritmo diverso, approfittando proprio delle settimane in cui boschi e faggete cambiano volto.


